Storie di matrimonio: L’ Antica Grecia

L’amore è un sentimento senza tempo infatti, nelle varie civiltà che si sono susseguite durante i più disparati periodi storici che hanno caratterizzato il nostro pianeta, sono sempre state celebrate delle ricorrenze che avevano il compito di mettere il sigillo dell’ufficialità dell’unione tramite questo nobile ed inossidabile sentimento.
È proprio per questo che andremo ad interessarci sul come, durante i secoli di civilizzazione umana della Terra, si sono susseguite nel tempo le varie tipologie di esternazione del rito matrimoniale.
La nostra macchina del tempo oggi ci porta a curiosare nel periodo che va tra il VI e IV secolo a.C. nell’antica Grecia tra i racconti di vita descritti da grandi scrittori dell’epoca come Senofonte ed Erodoto.

Matrimonio come evento pubblico

Il matrimonio nell’antica Grecia aveva per lo più la funzione di far assumere ai soggetti interessati le proprie responsabilità rispetto ai rapporti personali con l’obiettivo anche di farlo ben presente alle persone immediatamente vicine ai futuri sposi. Ogni città era politicamente indipendente e cioè ognuna possedeva le proprie regole matrimoniali.
L’evento matrimoniale nell’antica Grecia era vissuto veramente come un evento d’interesse pubblico, ed era fortemente incoraggiato non solo dalle famiglie di chi si doveva sposare, ma anche dagli stessi legislatori e governanti delle città che arrivarono persino ad indire dei procedimenti penali per tutti coloro che superavano l’età di 35 anni senza ancora essersi uniti in modo ufficiale.

Il periodo per sposarsi

I periodi preferiti dagli sposini dell’antica Grecia erano per lo più quelli della stagione invernale. Gli studiosi ci parlano di matrimoni organizzati per far coincidere l’avvenimento con i periodi di luna piena per una questione di credenze e superstizioni popolari che vedrebbero questo periodo come quello perfetto per avviare una vita insieme colma di ricchezza e benessere.
Il mese preferito era quello di gennaio (gamelion) che ricordiamo essere la mensilità sacra dedicata alla Dea Era, patrona del matrimonio, della fedeltà coniugale e del parto, considerata la sovrana dell’Olimpo.

Il grande giorno ma anche di più

La cerimonia matrimoniale nell’antica Grecia prevedeva una celebrazione suddivisa in tre momenti principali distribuiti in tre giorni diversi, che se vediamo bene somigliano molto alle varie fasi preparatorie di cerimonia e festeggiamenti che ritroviamo nell’organizzazione delle nozze di oggigiorno:

  • il pre-matrimonio (proaulia);
  • il matrimonio e la festa (gamos);
  • il rito finale (epaulia).

antica grecia

Il pre-matrimonio

Lo possiamo in tutto e per tutto paragonare ad una festa di addio al celibato di oggi, ma spalmato durante un’ intera giornata. La sposa infatti una volta essersi contornata di tutte le proprie conoscenze di genere femminile dava luogo ad una grande festa nella sua abitazione con diversi giochi e rituali come preludio all’unione col futuro marito e alla nascita di diversi figli. Uno dei rituali più diffusi era quello del taglio e della donazione di una ciocca di capelli a simboleggiare il distacco della sposa dalla tenera età e dell’avvicinamento all’età adulta, stabilendo un legame speciale tra la futura moglie e gli dei che avrebbero avuto il compito di proteggerla.

Il matrimonio e la festa

Nel giorno più atteso, quello del matrimonio, il gamos, la sposa dopo essersi lavata in un’acqua sacra in segno di purificazione, veniva accompagnata da tutti i partecipanti con una lunga cerimonia dalla casa del padre alla casa dello sposo. Una volta insieme gli sposi porgevano delle offerte al tempio al fine di garantirsi uno splendido futuro. Cruciale il momento della rimozione del velo da parte dello sposo alla sposa di fronte alle famiglie di entrambi.
Nella seconda parte della giornata si facevano dei sacrifici a favore degli dei, tra cui il taglio completo dei capelli della sposa in segno di abbandono alla verginità. Alla fine di questi c’era un bagno cerimoniale liberatorio organizzato per gli sposi che insieme s’immergevano all’interno di una piscina colma di acqua sacra.
Finito quest’ultimo rito, proprio come tutti noi oggi siamo abituati a vedere, ci si abbandonava alla vera e propria festa composta di un ricco banchetto, musica e giochi.

Il rito finale

Il rito finale consisteva nella consueta consegna dei doni da parte di tutti gli invitati ai novelli sposi che felici e pieni di fiducia si preparavano alla loro futura vita insieme, il tutto veniva suggellato da una sorta di doccia ben augurante per entrambi che li bagnava augurandogli le migliori sorti.

Spesso quelli che noi crediamo siano dei ruoli fondamentali presenti solo oggi per un ottimo esito del nostro matrimonio come la figura del wedding planner, dobbiamo pensare fossero esistiti anche nell’antica Grecia uno o più organizzatori capaci di mettere su una mole di riti e di eventi che si susseguivano senza sosta nell’arco di tre giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *